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Speaker di realtà virtuose hanno ispirato il pubblico
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Partecipanti
Al workshop tenuto da B. Bandiera e F. Vianello
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Illustrazioni
Che hanno partecipato al contest
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Mostra
Con oltre 100 illustrazioni

Il vincitore

Illustratore

Andrea Pogliani

Andrea Pogliani, illustratore con un passato in architettura e scenografia. Partecipa e vince la seconda edizione di Radici Festival con "Chi va piano".

Andrea Pogliani: Chi va piano.

Menzioni Speciali

Illustratore

Gabriele Merlino

Gabriele Merlino, illustratore si aggiudica una mezione speciale di Radici Festival con "Giardino Interiore".

Gabriele Merlino: Giardino interiore.
Illustratrice

Micaela Mele

Micaela Mele, graphic designer si aggiudica una mezione speciale di Radici Festival con "Il Nerconiglio".

Micaela Mele: Il Nerconiglio.

La giuria dell'edizione

Illustratrice

Giulia Pastorino

Genovese, si forma all’Accademia Ligustica di Belle Arti, prima, e all’ISIA di Urbino, poi, dove si specializza in illustrazione. Nel 2016 vince il concorso Tapirulan e poco dopo esce il suo primo albo illustrato “Il Capitano D’Albertis e le sue entusiasmanti imprese” (Tapirulan, Matti da rilegare) dal quale prende vita una mostra e un percorso permanente per bambini presso il Museo delle Culture del mondo di Castello d’Albertis a Genova. Nel 2021 ha partecipato alla mostra “Eccellenze italiane” nell’ambito della fiera di Bologna Children’s Book Fair. È tra gli illustratori ILLUSTRI 2024. Ha illustrato diversi libri tra i quali "Dentro me cosa c'è?" (Terre di Mezzo), Quando sarò grande (Edizioni Clichy) e "Se fossi Ugo"(Corraini edizioni), libro vincitore del premio Andersen 2025 nella categoria 3-6 anni. Collabora regolarmente con case editrici, riviste, gallerie e studi di comunicazione. I suoi migliori amici sono i pastelli ad olio ma le piace sperimentare e giocare con tecniche diverse. Conduce laboratori e incontri per adulti e bambini.

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Artista & Docente

Massimo Sirelli

Nato a Catanzaro, si avvicina alle arti visive in adolescenza, influenzato dal mondo della graffiti art. I suoi lavori sono stati pubblicati su alcune delle più importanti opere internazionali di grafica e design, edite da case come Taschen, Gestalten, PepinPress e altre realtà di rilievo nel settore. Dal 2008 è docente di Tecniche di presentazione e Portfolio presso lo IED di Torino e opera come libero professionista in ambito di comunicazione pubblicitaria crossmedia. Grazie al suo linguaggio personale e poliedrico, è considerato oggi tra i più rilevanti artisti italiani nel panorama pop e urban art. Tra i suoi clienti e collaborazioni si annoverano:Airc, American Express, Amarelli, Banca Ifis, Birra Cala, Bordoni, Bosch, Brand Dubai, Callipo, Cirio, Dolly Noire, Dremel, Fondazione Prada, Giro d’Italia, Insuperabili, Lavazza, Montblanc, Pastiglie Leone, Patatine San Carlo, SuperaBike Racing SBK, Tissot, Wired. Vive e lavora tra Torino e Catanzaro.

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Illustratrice

Martina Lorusso

Momusso, il nome d'arte di Martina Lorusso, è un'illustratrice che si distingue per il suo stile semplice e colorato, focalizzato sulle emozioni. Lavora a Milano e le sue passioni principali sono il cibo, la musica e le piante. Dal 2012, ha collaborato con brand internazionali come Campari, Martini, Iliad e Levi’s, espandendo la sua visione artistica. Nel suo shop online, offre oggetti unici, chiamati “momugi”, che riflettono il suo mondo fantastico. Una delle sue attività più particolari sono le “sedute di disegno sentimentale”, durante le quali crea disegni su specchi partendo dalle risposte emotive dei partecipanti. La sua arte unisce parole e immagini in un linguaggio che permette al pubblico di esplorare le proprie emozioni, rendendola una figura di rilievo nel campo dell'illustrazione.

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Chi ha realizzato i workshop

Illustratrice

Fosca Vianello

Fosca Vianello è un’illustratrice veneziana che fa della ricerca e della narrazione visiva il cuore del proprio lavoro. Cresciuta tra acqua, calli e tradizione artigiana, si forma all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove approfondisce le tecniche di stampa, dalle più tradizionali alle sperimentali, sviluppando una particolare sensibilità per la materia e per il gesto manuale. Prosegue poi il suo percorso all’ISIA di Urbino, con la magistrale in Illustrazione e Design per l’Editoria. Nel frattempo collabora con giornali, brand, start-up e associazioni, confrontandosi con linguaggi e contesti sempre diversi. Il suo lavoro nasce dall’incontro tra radici e sperimentazione: esplora la forza comunicativa dell’illustrazione per costruire un linguaggio personale, capace di trasformare idee e storie in immagini, tra materia, segno e ricerca contemporanea.

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Illustratrice

Beatrice Bandiera

Beatrice Bandiera, vive e lavora a Bologna, dove si diploma all’Accademia di Belle Arti in Illustrazione per l’editoria. Tra i suoi riferimenti Lorenzo Mattotti, di cui è stata assistente. Il suo stile, che definisce “onesto”, nasce dal desiderio di dare forma al proprio mondo interiore; predilige l’acrilico per la sua versatilità e resa materica. Nel 2021 pubblica il suo primo libro, Il fiume scorre (Edizioni Squadro), con cui vince il Premio Toppi. Nel 2022 esce E invece di volare via, su testo di Silvia Vecchini (Edizioni Corsare). Nel 2024 pubblica con Orecchio Acerbo C’era questa donna, su testo di Daniele Mencarelli.

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Tema

Viviamo in un tempo velocissimo.
Produciamo, rispondiamo, pubblichiamo, ci mettiamo alla prova.
Siamo sempre sul pezzo, sempre pronti, sempre “in tempo”.

Poi, a guardare meglio, ci accorgiamo di una cosa semplice.
Le idee hanno il loro tempo.
I progetti hanno bisogno di maturare.
Le relazioni chiedono cura.
I corpi seguono tempi umani.

E allora succede una cosa strana: rallentiamo.

Non per pigrizia o per incapacità.
Rallentiamo perché scegliamo.
Perché alcune cose non funzionano se accelerate.
Perché non tutto deve essere ottimizzato, misurato, trasformato in contenuto.
Perché non tutto deve crescere in fretta.

La lentezza non è un difetto.
Non è un ritardo.
Non è una fuga nostalgica.

È una pratica.
È attenzione.
È tempo dato invece che tempo sottratto.
È il coraggio di fermarsi quando sarebbe più facile passare oltre.

Essere lenti oggi significa rifiutare la superficialità.
Concedersi il tempo di capire, ascoltare, sbagliare, tornare indietro.
Accettare che non tutto è immediato, efficiente, performante.

Nelle relazioni, la lentezza è presenza:
restare, rispondere davvero, non trattare l’altro come una notifica.

Nel lavoro è profondità:
fare bene invece che fare in fretta, scegliere il senso prima del risultato,
il processo prima del rendimento.

Nella vita quotidiana è resistenza silenziosa:
sottrarre tempo all’urgenza continua per restituirlo a ciò che conta.

In un mondo che corre,
noi siamo interessati a chi decide di rallentare.
A chi osserva.
A chi cambia ritmo.
A chi sbaglia strada e decide di esplorarla comunque.

Radici Festival 2026 è un invito a raccontare tutto questo.
Con un’illustrazione.

Il tema è LENTEZZA.
Non come cliché.
Non come nostalgia.
Ma come scelta contemporanea.
Come gesto ribelle.
Come forma di resistenza gentile.

Prenditi il tuo tempo.
Mandaci una sola illustrazione.
Falla crescere come cresce una cosa viva.

Riferimenti:

[1] Elogio della lentezza

[2] In praise of slowness - Carl Honoré - TED

[3] Sergio Mattarella - Festival del Pensare Contemporaneo

[4] Come il bisogno di velocità minaccia la creatività - The Guardian

[5] Il prezzo della velocità - Internazionale

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